Confindustria lancia l’allarme: la crescita italiana è “anemica”, ma gli investimenti del PNRR restano decisivi per evitare la recessione
Nel 2025 l’economia italiana crescerà solo dello 0,5%, una stima definita “anemica” dal Centro Studi di Confindustria.
Il dato, rivisto al ribasso rispetto alle previsioni precedenti, conferma le difficoltà del sistema produttivo nazionale in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e incertezza dei mercati.

Senza il PNRR, il PIL sarebbe in contrazione
Senza il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il PIL italiano nel 2025 registrerebbe una contrazione del -0,3%, seguita da una crescita minima dello 0,1% nel 2026, con un bilancio complessivo di biennio in lieve recessione (-0,2%).
In altre parole, il PNRR rappresenta oggi la principale barriera contro la stagnazione economica.
Il piano, che integra investimenti pubblici, riforme strutturali e incentivi alle imprese, dovrebbe generare un effetto positivo sul PIL pari a +0,8% nel 2025 e +0,6% nel 2026, evitando un arretramento dell’economia e sostenendo l’occupazione.
Solo metà delle risorse programmate sarà effettivamente spesa
Per il biennio 2025-2026 sono state programmate risorse complessive pari a circa 130 miliardi di euro, ma secondo le stime più realistiche verrà speso circa il 50%, ossia 65 miliardi, comprensivi di 11 miliardi di fondi non utilizzati nel 2024 che verranno rinviati al 2026.
Questo parziale utilizzo delle risorse evidenzia come l’efficacia del PNRR dipenda non solo dalle risorse disponibili, ma soprattutto dalla capacità di attuazione e di messa a terra dei progetti.
Gli investimenti pubblici restano il motore della crescita
Gli analisti di Confindustria sottolineano che senza l’effetto del PNRR il sistema produttivo nazionale sarebbe in una fase di stagnazione prolungata, aggravata dal calo dell’export legato ai dazi internazionali e alle tensioni commerciali.
L’industria italiana, in particolare, ha registrato nel secondo trimestre 2025 una contrazione dello 0,1%, segno che la spinta dell’economia resta fragile e dipendente dal sostegno pubblico.
Serve una manovra di rilancio strutturale
Confindustria propone una manovra economica triennale da almeno 8 miliardi di euro l’anno per sostenere nuovi investimenti produttivi, stimolare la domanda interna e liberare risorse finanziarie delle famiglie e delle imprese.
L’obiettivo è duplice: rafforzare l’efficacia del PNRR nel breve periodo e porre le basi per una crescita strutturale di lungo termine.
Conclusioni: il PNRR non basta, ma è indispensabile
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si conferma un pilastro essenziale per mantenere l’Italia su un sentiero di crescita, anche se moderata. Senza il piano, il Paese rischierebbe una fase di stagnazione o recessione già nel 2025.
Per garantire una crescita duratura, competitiva e sostenibile, sarà necessario integrare il PNRR con politiche industriali mirate, incentivi alla produttività e strumenti di finanza agevolata in grado di favorire l’innovazione, la digitalizzazione e la transizione verde.






