Fondo Transizione Industriale
Ti sei mai chiesto come ridurre i costi energetici sempre più alti della tua impresa?
Hai la sensazione che i nuovi standard ambientali europei possano diventare un ostacolo per la competitività del tuo stabilimento?
Temi che senza innovazioni concrete i tuoi processi produttivi restino indietro rispetto ai competitor?
Queste non sono solo domande, ma i veri problemi che oggi moltissime aziende manifatturiere italiane si trovano ad affrontare.

La buona notizia è che esiste uno strumento concreto che può trasformare queste difficoltà in opportunità: il Fondo Transizione Industriale 2025, gestito da Invitalia, attraverso il Secondo Sportello.
Questo bando non si limita a concedere contributi economici: rappresenta un’occasione reale per avviare un cambiamento strutturale, rendendo i processi produttivi più sostenibili, riducendo i costi e allineandosi agli obiettivi europei di lotta ai cambiamenti climatici.
Chi può accedere al Fondo Transizione Industriale 2025
Il fondo per il sostegno alla transizione industriale è rivolto a tutte le imprese manifatturiere italiane (ATECO sezione C, aggiornamento 2025). Non ci sono limiti di dimensione o di territorio: può candidarsi tanto la piccola realtà familiare quanto la grande industria.
Un requisito fondamentale riguarda però la sicurezza: per presentare la domanda e accedere al contributo, l’impresa deve essere in regola con la normativa sulle polizze catastrofali obbligatorie, sia al momento della richiesta sia al momento dell’erogazione.
Le risorse disponibili: 134 milioni per la sostenibilità
Il fondo di transizione industriale mette a disposizione oltre 134 milioni di euro, con priorità precise:
- almeno il 40% delle risorse destinato a imprese del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia);
- il 50% riservato alle imprese energivore, cioè con consumi energetici molto elevati.
Si tratta di una scelta che mira a sostenere le aziende più esposte alle sfide della transizione energetica, ma anche a riequilibrare le disparità territoriali.
Quali progetti possono essere finanziati
Il bando finanzia esclusivamente progetti che abbiano un impatto ambientale concreto sull’unità produttiva coinvolta. Le linee principali sono due:
- Efficienza energetica → riduzione dei consumi e dei costi di produzione.
- Uso efficiente delle risorse → logiche di riciclo, riuso e recupero, con un approccio orientato alla circolarità.
Sono ammissibili anche investimenti in energie rinnovabili per autoconsumo, come impianti fotovoltaici, idrogeno verde, cogenerazione e sistemi di stoccaggio.
Attenzione: il fondo non finanzia semplici espansioni produttive. L’aumento di capacità produttiva è consentito solo entro limiti ristretti: massimo 20% (o 2% in caso di progetti presentati nel quadro temporaneo).
Spese ammissibili: dalle opere murarie ai brevetti
Uno dei punti di forza del fondo per il sostegno alla transizione industriale è la varietà di spese ammissibili. Sono infatti coperti:
- terreni (entro il 10% del progetto),
- opere murarie e assimilate (fino al 40%),
- macchinari, impianti e attrezzature nuove,
- software, brevetti, licenze e know-how,
- formazione del personale sulle nuove tecnologie (entro il 10%).
Questa ampiezza consente alle imprese di realizzare progetti realmente trasformativi, che vanno dalla riqualificazione degli spazi fino all’adozione di soluzioni digitali e alla crescita delle competenze interne.
Le agevolazioni: contributi a fondo perduto fino al 60%
Il sostegno arriva sotto forma di contributo a fondo perduto, con percentuali che variano in base al tipo di investimento, alla dimensione aziendale e alla localizzazione.
- Efficienza energetica → contributo pari al 30% (più alto per PMI e aree svantaggiate).
- Produzione e stoccaggio energia rinnovabile → fino al 45%.
- Circolarità e uso efficiente delle risorse → 40%.
- Cambiamenti fondamentali del processo produttivo → dal 10% al 60%.
Il sostegno alla transizione industriale permette quindi alle imprese di ridurre significativamente l’impatto economico degli investimenti.
Requisiti dei progetti
Per essere ammessi, i progetti devono rispettare criteri precisi:
- avere un valore compreso tra 3 e 20 milioni di euro,
- avviarsi dopo la presentazione della domanda,
- concludersi entro 36 mesi (prorogabili di 12).
È inoltre possibile includere attività di formazione interna, così da garantire che le nuove tecnologie introdotte vengano comprese e utilizzate in modo efficace dal personale.
Come presentare la domanda
Le imprese interessate possono candidarsi dal 17 settembre 2025 (ore 12:00) al 10 dicembre 2025 (ore 12:00), esclusivamente tramite la piattaforma online di Invitalia – Fondo Transizione Industriale.
Ogni azienda può presentare una sola domanda per unità produttiva, ma se possiede più stabilimenti ha la possibilità di candidare più progetti.
Come vengono valutati i progetti
I progetti vengono inseriti in una graduatoria nazionale, dove vengono premiate le proposte con maggiore impatto ambientale. I criteri principali sono:
- riduzione dei consumi energetici,
- produzione di energia rinnovabile per autoconsumo,
- risparmio di acqua, materie prime e semilavorati,
- riduzione dei rifiuti conferiti in discarica,
- uso di materie prime riciclate e riduzione delle materie prime critiche.
Previsti inoltre punteggi extra per imprese che possiedono certificazioni ambientali (ISO, EMAS, Ecolabel), rating di legalità o certificazione di parità di genere.
Perché conviene partecipare
Il fondo di transizione industriale 2025 è molto più di un bando: è un’occasione per ripensare i processi aziendali, abbattere i costi e rispondere in anticipo a vincoli che presto diventeranno obbligatori.
In un contesto in cui le materie prime sono sempre più scarse e costose, il riuso, il riciclo e il recupero diventano scelte strategiche, non solo etiche. Investire oggi significa ridurre la dipendenza da fonti tradizionali e costruire un futuro più competitivo.
La nostra consulenza
I consulenti di LG Industry sono disponibili ad occuparsi di tutte le fasi: dalla valutazione dei requisiti, alla stesura del progetto, fino alla presentazione della domanda e al monitoraggio della spesa.
Prenota ora una prima consulenza gratuita: scopri se la tua impresa può accedere al Fondo Transizione Industriale e sfruttare al meglio questa opportunità.
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