Vuoi pagare meno tasse investendo sul futuro della tua impresa?
Ti sei mai chiesto se esiste un modo per ridurre le tasse e allo stesso tempo far crescere la tua azienda?
Quante volte hai pensato che il sistema fiscale non premiasse chi sceglie di reinvestire utili, creare posti di lavoro e puntare sull’innovazione?
Dal gennaio 2025 la risposta arriva con una misura concreta: l’IRES premiale. Una novità introdotta dalla Legge di Bilancio che permette alle società di capitali che rispettano determinate condizioni di ottenere una riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20%.
Non si tratta di un’agevolazione generica, ma di un vero e proprio patto tra Stato e imprese: chi investe in crescita, occupazione e sostenibilità, riceve un vantaggio fiscale immediato.
IRES premiale cos’è e perché è diversa dalle altre agevolazioni
L’IRES premiale cos’è? È un meccanismo che lega la tassazione societaria agli investimenti effettuati. Non basta chiudere il bilancio con un utile: occorre dimostrare di volerlo destinare a strutture produttive, innovazione tecnologica e nuove assunzioni.
Il principio è semplice: chi utilizza i profitti per rafforzare l’azienda e contribuire all’economia reale viene premiato. Non parliamo quindi di un incentivo temporaneo, ma di una logica premiale che segna un cambio di passo rispetto al passato.
IRES premiale come funziona: le regole principali
Per accedere al beneficio, non basta la buona volontà. Il decreto attuativo IRES premiale fissa condizioni e parametri precisi:
- Accantonamento degli utili: almeno l’80% dell’utile 2024 deve essere destinato a una riserva vincolata.
- Investimenti qualificati: di questa riserva, almeno il 30% (o il 24% dell’utile 2023) deve trasformarsi in investimenti qualificati. Tra questi rientrano i beni strumentali nuovi, anche in leasing, le tecnologie legate alla Transizione 4.0 e Transizione 5.0, e soluzioni che riducono consumi energetici e migliorano l’efficienza.
- Nuove assunzioni: occorre effettuare nuove assunzioni, con almeno un dipendente a tempo indeterminato in più rispetto alla media del triennio precedente.
- Occupazione stabile: la forza lavoro non deve ridursi negli esercizi successivi, pena la decadenza dal beneficio.
- Limiti temporali: gli investimenti devono essere realizzati entro il 31 ottobre 2026 e comunque entro il secondo esercizio successivo all’accantonamento degli utili.
La logica è chiara: non basta spendere, bisogna farlo bene e con una visione di lungo periodo.

Per l’Ires premiale servono calcoli precisi, rispetto delle scadenze e corretta presentazione della dichiarazione
IRES premiale requisiti: chi può beneficiarne
Possono accedere all’IRES premiale le imprese che rispettano determinati requisiti IRES premiale:
- Essere società di capitali soggette a tassazione IRES.
- Non aver destinato gli utili a finalità estranee all’attività commerciale.
- Non aver utilizzato strumenti come la Cassa Integrazione, se non per eventi straordinari non imputabili.
- Aver effettuato investimenti produttivi per un importo minimo di 20.000 euro.
- Garantire stabilità occupazionale ed effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Restano escluse le imprese che operano in regime forfetario o che non presentano la dichiarazione dei redditi relativa nei termini stabiliti.
IRES premiale condizioni: cause di decadenza
Il beneficio può essere perso in alcuni casi specifici:
- Se gli utili accantonati vengono destinati a finalità estranee all’attività d’impresa.
- Se non vengono rispettati i vincoli sugli investimenti o sulle nuove assunzioni.
- Se l’occupazione non viene mantenuta negli esercizi successivi.
In questi casi, l’impresa decade dal beneficio e l’aliquota IRES torna automaticamente al livello ordinario.
Perché l’IRES premiale conviene davvero
L’IRES premiale non è solo un vantaggio fiscale. È un’occasione per trasformare il risparmio in un motore di crescita reale. Ridurre l’aliquota IRES dal 24 al 20 significa liberare risorse finanziarie che possono essere reinvestite in innovazione, capitale umano e sviluppo sostenibile.
In pratica, chi sceglie di crescere viene premiato due volte: dall’azienda che si rafforza e dallo Stato che riconosce lo sforzo.
La nostra consulenza per accedere all’IRES premiale
Capire come sfruttare al meglio questa opportunità non è semplice: occorre rispettare vincoli, calcolare correttamente percentuali e tempistiche, e preparare la documentazione necessaria.
Noi siamo disponibili ad occuparci di questa attività, dalla verifica dei requisiti IRES premiale fino alla corretta presentazione della dichiarazione dei redditi relativa. Ti guidiamo passo dopo passo, trasformando una norma fiscale complessa in un’occasione concreta di risparmio e crescita.
Prenota ora una prima consulenza gratuita: scopri se la tua impresa ha le condizioni per accedere all’IRES premiale e ridurre le tasse investendo nel futuro.
Domande e risposte sull’IRES Premiale
1. IRES premiale cos’è?
È una riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% per chi reinveste utili e assume nuove risorse.
2. Da quando è attiva l’IRES premiale?
Dal gennaio 2025, con la Legge di Bilancio 2025.
3. Quali sono i principali requisiti IRES premiale?
Accantonare l’80% degli utili 2024, investire almeno il 30% in beni qualificati, assumere un dipendente a tempo indeterminato.
4. Quali investimenti sono ammessi?
Beni strumentali nuovi, tecnologie di Transizione 4.0 e 5.0, progetti di efficientamento energetico.
5. Qual è l’importo minimo degli investimenti?
Almeno 20.000 euro.
6. Chi può accedere all’IRES premiale?å
Le società di capitali soggette a IRES, non in regime forfetario.
7. Cosa succede se l’impresa non rispetta le condizioni?
Scatta la decadenza e si torna all’aliquota ordinaria.
8. Quali sono le cause di decadenza più comuni?
Riduzione dell’occupazione, mancato investimento degli utili, utilizzo per finalità estranee.
9. Fino a quando c’è tempo per investire?
Entro il 31 ottobre 2026 o al massimo entro il secondo esercizio successivo.
10. È necessaria assistenza professionale per accedere?
Sì, perché servono calcoli precisi, rispetto delle scadenze e corretta presentazione della dichiarazione.






